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West Bengal - Il traffico di minori

Il traffico di minori è il terzo commercio illegale dopo la vendita di armi e droga. In India ogni 8 minuti un bambino scompare. Nel solo West Bengal 19.254 bambini sono scomparsi nel 2011. Il 77% di loro sono bambine che attraversano illegalmente i confini tra Nepal e India per essere sfruttate nei bordelli indiani o vendute come schiave domestiche (fonte: Governo India & UNICEF 2011).
Nel distretto di Darjeeling - Nord Bengala, confinante con Nepal, Bhutan e Bangladesh, la condizione socio-economica, la posizione strategica e i disordini politici, rendono la zona critica e uno dei maggiori punti di origine e di transito di minori per lo sfruttamento sessuale e la schiavitù. I villaggi nelle vaste piantagioni di tè, poverissimi e isolati, sono le aree più colpite dai trafficanti. Sebbene le comunità siano consapevoli di tale emergenza, non sono in grado di identificare i trafficanti, impedire la loro azione e proteggere i bambini. L'indifferenza e l'apatia (oltre alla corruzione presente endemicamente nel paese) delle forze dell'ordine, in particolare della polizia di confine, verso questo crimine organizzato, sono un ulteriore fattore aggravante. Le vittime scortate dai trafficanti transitano attraverso Siliguri (capitale del Distretto di Darjeeling) per essere in fine portate verso destinazioni quali per esempio Delhi, Punjab, Mumbai, Pune, Kolkata e i paesi del Golfo. I bambini trafficati vengono venduti per lo sfruttamento sessuale, matrimoni forzati, lavoro coatto in aziende agricole, in famiglia o in fabbriche di mattoni, o per svolgere attività industriali pericolose, nei circhi o come fantini di cammelli nei paesi del Golfo, ecc.. La maggior parte delle vittime provengono da comunità tribali e nepalesi.

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