Pyari Onlus

Aggiornamento del Progetto Pyari: la casa in costruzione
A Balarampur, nelle campagne del West Bengala, procedono i lavori di costruzione della casa famiglia per bambine di strada. Sono sempre tanti i problemi che dobbiamo affrontare per continuare nella costruzione del centro Pyari: a volte sono problemi locali (come saprete ci sono state le elezioni in India e le operazioni di voto hanno causato un blocco pressoché totale delle attività per 3 mesi), a volte ci sono problemi economici, ovvero mancanza di fondi. Altre volte infine vi sono problemi burocratici, come quello della lentezza con cui la Bank of India acconsente il trasferimento di fondi dall'estero in India. Anche in India ci sono stati pesanti rincari nelle materie prime indispensabili per costruire fabbricati e questo ha portato ad un rialzo delle spese preventivate; inoltre a causa della forte crisi economica abbiamo avuto un calo nelle donazioni dei nostri sostenitori. Seppur lentamente i lavori procedono e negli ultimi mesi abbiamo completato il pozzo che pesca l'acqua dalla falda acquifera e servirà sia per la casa Pyari sia per la comunità che abita nella zona. E' stata completata anche la prima piccola costruzione che servirà come guardiola e utile anche per stoccare i materiali di costruzione fino a lavori ultimati. Se la raccolta fondi sarà felice potremo terminare la costruzione per fine anno dopo la pausa obbligata del periodo monsonico.

I responsabili locali di Pyari Foundation India, controparte indiana di Pyari Onlus, posano soddisfatti di fronte alle opere eseguite.

La generosità dei donatori e di tutti i sostenitori di Pyari ha permesso di avviare la costruzione della casa famiglia sul nostro terreno a Balarampur, nel verdissimo distretto collinare di Purulia.

Durante la scorsa primavera è stato terminato il muro di cinta che delimita l'intero terreno di circa 11.000 mq tra risaie, verdi alberi di banane e rigogliosi ficus. All'interno del muro ci saranno la casa, i locali adibiti a laboratori, due pozzi per l'acqua, la guardiola, la guest house e uno spazioso e gradevole giardino dove le bambine potranno giocare e studiare.
All'esterno del muro ci sarà uno stagno per la raccolta dell'acqua, l'orto che verrà coltivato ad uso della casa e il recinto per gli animali da cortile.

 

I caldi mesi estivi nell'estremo West Bengal sono stati scanditi da un'afa torrida e da un altissima concentrazione di umidità. Simili condizioni climatiche, caratterizzate dall'annuale e ciclica stagione delle piogge monsoniche, colpiscono le grandi metropoli allagando duramente le strade, i sottopassi, le stazioni ferroviarie, inondano interamente le terre del subcontinente indiano provocando continui e ripetuti black out che lasciano isolate ed irraggiungibili le campagne. Questi i motivi che hanno portato ad un discreto rallentamento dei lavori di costruzione.

 

A settembre, al termine della stagione monsonica, i lavori della casa sono ripresi, ma lo scroscio di pioggia giornaliero e la temperatura che ancora sfiorava i 35°, non hanno permesso di lavorare con continuità. Come ci ha spiegato il mastro che segue i lavori e come illustrano le fotografie, l'edilizia, soprattutto nelle campagne, si svolge ancora unicamente grazie a un'intensa manovalanza. La terra, prima di essere scavata e impiegata per la costruzione delle fondamenta, deve asciugare onde evitare smottamenti qualora si ripresenti un improvviso acquazzone

Molti degli abitanti e dei contadini dei villaggi nei pressi di Balarampur hanno lasciato i campi per lavorare nell'impresa edile fino a quando la primavera li richiamerà ad arare per la semina. Grazie al notevole contributo dei locali e all'abbondanza di argilla, risorsa naturale fortemente impiegata in India, i muri di cinta e la casa famiglia sono costruiti come vuole la tradizione, tutti manualmente.

 
 

Infatti, i classici laterizi forati molto costosi perché fabbricati dai più moderni macchinari, non sono in grado di durare nel tempo e di resistere alle intemperie, al freddo invernale come all'umido tropicale dei mesi estivi. Il trasporto dei materiali viene svolto a braccia dalle giovani. Appoggiando il dupatta sul capo (il foulard che solitamente avvolge il collo o protegge il viso dal vento), le donne caricano i mattoni e la sabbia come vere e proprie esperte tra i portatori indiani. Sulle impalcature necessarie per l'edificazione e fatte in bambù o legno, lavorano gli uomini. Il lavoro procede lento e molti manovali sono necessari per sopperire alla mancanza dei macchinari.

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  • Contribuisci alla costruzione della Casa di Pyari a Balarampur

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